La mostra “Senzatomica”

Sabato 24 febbraio 2018 ero libero dal lavoro e sono stato invitato a visitare la mostra “Senzatomica” allestita presso il Mastio della Cittadella, Torino. La mostra sul disarmo nucleare è stata ospitata nel cuore della cittadella, che è una costruzione edificata per operazioni di guerra.

 

Visione frontale della Cittadella, Torino

 

La mostra  inizia con l’esposizione del concetto di sicurezza, che è collegato alla difesa. Leggendo i panelli, si comprende che l’umanità non si sente sicura. Per questo motivo ha creato armi di difesa tra cui quelle note come armi di distruzione di massa.

Il nucleare è posseduto da alcuni Paesi secondo il principio della deterrenza. Esso significa: se io mi doto di armi pericolose, tu non mi attacchi. La contro parte risponde anch’io mi doto di armi, cosi tu non mi attacchi. Questo è il motivo alla corsa agli armamenti con notevoli costi. Queste somme, se spese in altri settori come: sociale, salute ecc…ecc…, porterebbero a un mondo più sicuro e privo di armi. In questo modo ritorniamo al pensiero esposto nel paragrafo precedente, se mi sento sicuro, non ho bisogno di difendermi.

 

Augurio per il mondo

La mostra, partendo da questo concetto, narra la storia dell’atomica dicendo cosi è fatto e si può fare per disarmare il mondo.  In questo percorso, si ha la possibilità di sentire le testimonianze degli “hibakusha”. Essi sono i sopravvissuti degli attacchi di Hiroshima e Nagasaki, che sono state le prime città al mondo a scoprire  la violenza della bomba atomica. Questi attacchi sono stati definiti i test del Progetto Manatthan, che è il padre delle armi nucleari.

 

Hiroshima dopo lo schianto della bomba atomica

La peculiarità della mostra è la riproduzione dell’esplosione di una bomba atomica. La caduta dell’ordigno ricorda il rumore di un aereo che precipita e dopo lo schianto si sente il rumore del silenzio interrotto da venti.

 

Il fungo atomico

Per concludere, riflettiamo sull’uso delle armi come strumento di difesa.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *