La giornata della Memoria

La legge n. 211 del 20 luglio 2005 istituisce la Giornata della Memoria: 27 gennaio. Successivamente con la risoluzione ONU n. 60/7 del 1° novembre 2005, l’ONU dichiara che il 27 gennaio è la giornata dedicata alla commemorazione delle vittime della Shoah.

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche della 60°Armata del primo fronte ucraino entrano nel campo di sterminio di Autschwitz-Birkenau. L’orrore del genocidio nazista, perpetrato verso i nemici del Terzo Reich, diventa realtà. Il regime nazista identifica negli ebrei il nemico da sterminare. Oltre a loro, bisogna ricordare che furono vittime del regime anche omosessuali, zingari, testimoni di Geova, minorati fisici e psichici. Queste persone avrebbero potuto contaminare la razza superiore: la razza ariana.

 

Il memoriale delle vittime dell’olocausto a Berlino

La Giornata della Memoria ha il compito di ricordare il dramma del genocidio. Essa deve ricordare  cosa può portare la follia umana. Secondo il mio parere, è folle pensare di sterminare in modo sistematico chi è considerato un nemico. Noi siamo i custodi di questo avvenimento raccapricciante. Noi dobbiamo fare in modo che non si ripeti mai più un fatto del genere. Per questo bisogna preservare la memoria attraverso i racconti, documentari e i musei.

Foglie Cadute di Menashe Kadishman. Installazione nel Museo Ebraico di Berlino

Io ho visitato alcuni luoghi della memoria dell’olocausto: il Museo Ebraico di Berlino, La villa della Conferenza di Wannsee e il Memoriale per gli ebrei assassinati. Tutti i tre luoghi hanno un fascino lugubre e un grande patos. Visitando questi luoghi, il pensiero va alle vittime. C’è una domanda che entra come un tarlo nella testa: perché?  Leggendo i libri di storia, si  spiegano le motivazioni di questo scempio verso l’umanità. Nonostante ciò, io non mi capacito di come alcuni esseri umani abbiano potuto orchestrare la morte sistematica di altri uomini.

Wannsee Konfernz, villa sul lago berlinese dove è stata pianificata la soluzione finale

 

Per concludere, leggendo la storia, bisogna ammettere che l’uomo ha un lato oscuro. Questo lo porta alla sua autodistruzione.

 

 

 

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2 commenti

  1. Di Emmanuel, thanks for the article post.Really thank you! Great.

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